Oltre le mie rifiorite visuali v’è la complessità dell’essere

Oltre le mie rifiorite visuali
mai estromesse dalla filantropia della quiete
v’è la complessità dell’essere,
in quanto figura e specie della umana collisione
con la deflagrata, comunicativa percezione dei limiti.

Ed è nello stimolo della principiante meraviglia,
opera di un’infanzia pregressa e ai tuoi baci contemporanea,
che m’accade di essere del tuono e dell’ombra
la luce e il fuoco, connessione plurima ed integrante
d’un algebra inconosciuto del più onnipresente luogo.

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