Oggi fui sul momento del nascere

Oggi fui sul momento del nascere. Lento, il distacco dalla placenta e la dipartita dal grembo dai due spazi e dai tre mondi fu anomalo. L’asfissia del pianto mi condusse, fievole, al polmone dell’anima che brulicava la consapevolezza, già spiccata, dei miei quasi neonati sensi. Il tempo definitivo della mia carnificazione ormai era giunto al bivio della sentenza biochimica quale naturale sanificazione dell’essere. Erano quasi pronte le trasformazioni genetiche a consolidarmi al nuovo quando l’opera preambolica del suono m’inghiottì al compimento dell’etere e, immerso nella stratificazione della specie futura, mi lasciai evadere sull’incrocio dei venti, lì dove scontai ogni attimo diurno nella fenomenale veglia della vita.


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