Ode alla cenere

Dai luminosi fasti del giorno
esala la luce negli opachi riflessi del mondo
ed ecco la sera.

Lo spaventoso lamento, uomini,
se tra noi sono scese, fitte, le tenebre,
chi potrà commutarlo in gioia deliziosa?

Ammettiamolo pure. Siamo gioco di rugiada
precipitato dall’alto, polline sparso a profusione
dalle spalancate narici del vento.

Principio di fondo, che non conosce più tenerezza,
maledetto da una terra che attende, sfiduciata,
di tramutare tutto questo in un’ode alla cenere.

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