O amore, latte della mia patria

Salito ben oltre le oppressioni del mondo, educate le azioni e le consolazioni razionali figlie di un’espressione identitaria selvaggia e talvolta malsana, io smuovo le acque della giustizia tua e dei tuoi genealogici giudizi prima che questi fossero dall’uomo acquisiti come antologie di quell’intima volontà che in tutto mi risiede, o amore, latte della mia patria, in anfiteatri governati dall’opera sovrana dell’onnisciente verità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Il riverbero del verbo

Dell’interiore balbuzie della coscienza d’amare noi siamo partecipi e custodi. Infatti, se le viscere della conoscenza talvolta si contorcono per…

Poiché stillarono fango con le palpebre al cielo

Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. (Mt 13, 35) Egli disse: «Va'…

Dispersi come una nidiata di fragili conferme

«Allora Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore…

Ciò che d’infinito migrante scompensa l’essere

Mano d’uomo potrebbe tratteggiare meglio ciò che d’infinito migrante scompensa l’essere, in simbologia di sette nuove piaghe, nel cervello della…