Noi saremo per sempre

Non è mai un giorno qualunque.
Attorno a me una calma sottile anticipa
il disastro che non attendo né immagino.
È mia. Mia. Eppure non mi sfiora
quest’affetto che porto nel cuore.
Oh, vento di vetro e sonno!
Si ride un attimo, distratti
dalla discendenza dell’innocenza,
e per una vita si muore.
Questo è il margine d’impotenza
che nel seno del suo pianto
pota l’uomo.
Sono giunto in me
con l’atlantica promessa
di rendere sangue al mio sangue,
sete alla mia sete,
a carne mortificata nelle città spente.
Ed ecco: il paese, nei suoi sorrisi di vetro,
nei suoi occhi di sonno, finge
di esserci accanto.
Guardandolo dentro, un popolo spento
si sperde nel suo scettico andare,
seppur lieve, con la ragione dell’inganno.
Questo giorno ha lo sconosciuto sapore
di una larva che vorrebbe avere voce in dono
per implorare pietà.
Noi saremo per sempre.
Nessun dono, nessuna pietà per intanto.

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