Nello strepito della successione identitaria

Violacea pelle, quasi
strinsero delle mani l’ora,
mi acquieti col furore
di un canto millenario
volto a tingere
di note dentro note
l’anelito di queste ossa.

Innervato al lieto sentire
e ben consolidato nei
superiori spettri della luce
osservo la mite direzione
del glauco spazio
proteso nel gioco dei suoi movimenti
anteposto all’eliso paesaggio.

Così le risa, il pianto
e perfino l’intersezione del silenzio,
dilagando nel mio alter tempo,
liquefano tra l’epiglottide e il diaframma
l’archetipico atomo sensoriale
per la sintesi del genoma replicato
nello strepito della successione identitaria.

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