Nell’esondato clamore dei cieli

I tuoni silenti
stanno raggiungendo
dell’avvampato vertice
la misteriosa vetta.
A quale volto,
in quale sorriso ruvido
è destinato l’incantevole,
il fenomenale, il poetico,
l’armonioso assillo
che renderanno di ogni realtà,
di ogni fragranza temporale
e di tutte le cognizioni terrene
l’indolenza dell’esplicitamente vano?
Ammutinata la stagione luminosa
coi suoi desideri irrealizzati
chi si riverserà nel vecchio affanno
proveniente dalla speranza vertebrata?
Oh gioviale sentire,
espressione del più intenso piacere!
La lugubre novità
che sta per innaffiare
le vettovaglie dell’illusorio
trascinerà lenta, spensierata,
verso la diga dell’insufficienza
e dei premeditati disaccordi,
il soave frastuono dei lampi
nell’esondato clamore dei cieli.

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