Nell’andare dei campi e delle mie mutazioni

Attenderò. Sì, attenderò farsi caldo il giorno
e di brezza marina lascerò il corpo mio
in balìa piena della civiltà di ogni tua prospettiva,
amore che mai stenti a maturare, a sgranarti,
come il frumento che ci sazia della sua pace
nell’azzurro diorama della natura tutta,
petto che non conosci più tregue di vita
e che nudo t’accosti ai sapori aurorali del caos.
Smetterò, nel mantello strappato dalle acque,
i miei vecchi, scoloriti vestiti e sarò nuovo, io,
tra canneti smossi da un vento sempre più complice,
nell’andare dei campi e delle mie mutazioni,
con alle labbra la tua promessa viva, bollente.

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