Nella raggiante nudità del sentimento che t’avviva

Nulla. Forse ti giova, uomo, questo intimo tormento che mai contrappose alibi alla dimensione della tua medesima misura. Ed ecco. Per quanto tu possa concepire l’essenziale in lievi sembianze del tuo spirito, s’avvereranno tempi a sconcertare resti di memorie, a impastare porzioni di prospettiche visioni d’assoluto, nella raggiante nudità del sentimento che t’avviva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Il riverbero del verbo

Dell’interiore balbuzie della coscienza d’amare noi siamo partecipi e custodi. Infatti, se le viscere della conoscenza talvolta si contorcono per…

Poiché stillarono fango con le palpebre al cielo

Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. (Mt 13, 35) Egli disse: «Va'…

Dispersi come una nidiata di fragili conferme

«Allora Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore…

Ciò che d’infinito migrante scompensa l’essere

Mano d’uomo potrebbe tratteggiare meglio ciò che d’infinito migrante scompensa l’essere, in simbologia di sette nuove piaghe, nel cervello della…