Nella quintessenza escatologica dell’essere

Ciò che in me scatena del fiore l’attimo, lo schiuso frastuono delle ampie notti dall’insonne morso in seno al collo, non lo annovero, forse, tra le introversioni baluginanti nelle soventi cavità che i pensieri sperdono e che le attitudini dei nervi sformano? Cellule abnormi, vivido riflesso che tra le piogge inanimate, vuotate di storia e di bellezza, si completano, per vicendevole forza, nella quintessenza escatologica dell’essere.

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