Nella dualità macrocosmica della resistenza

Di questo buio che pare assisterci non v’è alcuno spazio né tenebra fredda. Un vuoto per se illogico che quasi disdegna il punto silente. E questa estate, appena sorta nelle nostre vene piatte, possiede quel fiotto neutrale, dal sapore d’infinito, che di noi mai dubiterà contro la savia logica che colloca l’uomo d’oggi in su, verso quell’espansa cellula che nidifica l’inesattezza dell’intelletto nella dualità macrocosmica della resistenza, lambita, tra le realtà correnti, da probe immensità.

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