Nel riposante pneuma

Cieli claustrali di
avvoltoi che denigrano
i derelitti bivacchi
s’appianano per il mosto,
quando della vite
il frutto non è ancora
pronto e il fieno
rende più morbido
il pianto stringente
non solo delle bestie da
soma sulla greppia
mutilata dalla fame.
Sarà forse la tagliola
che innesta l’orgoglio,
il veleno che insidia
ancor più spesso
le calcagna degli uomini
a rendere questo paesaggio,
figlio di un detrito immondo,
breve come una fantasia
scomposta lacerata nel suo
malvagio disincanto,
quando la domenica ritorna
figlia della creazione, luce
che sospende ogni tafferuglio
in proiezione di terra e canto,
nel riposante pneuma.

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