Nel regno di quel pudore che il cuore libera da tristezza

Donna, che del tuo corpo
adorni con fascino e misura
bellezza, ingenuità e passione,
lascia che il tuo risveglio,
quando a notte non il narciso
germoglia e di umori stride
l’anima che possiede amore,
lieviti nel suo alveo più degno,
casto agli occhi dell’uomo,
e che il tuo pensiero resti
come il tuo parlare, come il
tuo provare dolore o gioia,
nel regno di quel pudore
che il cuore libera da tristezza
e ove tutto l’essere ti accade.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Per originare la domenica

Oh, follia degli eventi! Pochezza di ogni perduto istante. Sono giorni, questi, dove perfino il vetro suole respirare l’inzolfata aria…

Nell’irripetibile desiderio di esistere

Bisogna che tutto abbia un termine nell’irripetibile desiderio di esistere. Soltanto chi comprende l’esatta misura del soffio vitale viene attratto…

Per tanto amore incarnato

«Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno…

Quanto più la gloria è matrigna degli uomini

Guarda: centinaia, migliaia di corpi che si muovono al suono del progresso, al tempo del corno. Alito smorto di un…