Nel morbido seno dell’aurora

Condannare il silenzio, quanto
detesto questa sentenza.
Più della morte stessa, onesta o disonesta.
Non ho alcun pensiero che mi riguarda,
nessuna vena marcia dentro.
Uomini dalla prepotenza neutrale,
scurrile, volgare, cosa lascerete
ai vostri dilettissimi figli, fratelli, padri,
se non l’opaca lettura di un inverno
fiaccato e già sterminato da orfano?
Proseguo senza la prova più grande,
giacché sono io la sua vera risposta.
Un’identità sotterranea
che della luminosa prontezza
giace nel morbido seno dell’aurora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano donde con esatta scienza posso addurre che da lì, ad abiurate nazioni che impongono popolo ai…

Ecco compiersi in divenire il verbo

Affinché vi sia noto. Poiché in quanto alla misura non è più il valore dell’azione né il bisogno che nutre…

Nell’urna spalancata dai cieli dei miei fenomeni

Vivo sepolto nel sorriso degli angeli e, a convissuto etere, la mia provvisorietà si eleva in te, regno che tutto…

Al silenzio coniugato

Fervo. Di quest’ora immota è l’infinità che brilla sul pentagramma dell’uomo al silenzio coniugato.