Nel giustappunto di un trascorso non ordinario

Ripide voci,
sfiammate in alvei bui e alteri,
deviando in ottici paralleli d’infanzie
mi costringono nelle perturbazioni del caos
e, slacciate al movimento del plumbeo pensiero
dominato dalla meridiana di ogni mia memoria,
schiudo l’essere verso la bisestile direzione
nel pieno declino del bel respiro –
ansimare che diviene risposta senza lingue a margine –
quando, prima di dirigersi nel movimento atipico
dello sfrenato, diverso impegno, la brezza nostrana
si rallegra per il compiuto istante
che si affinerà, per volontà dell’astro mancato,
nel giustappunto di un trascorso non ordinario.

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