Nel giro chiave ad incipit di rapida comprensione

L’inaudito e il prossimo
trafitti nella culla percettiva
dalla somiglianza che origliava l’unisono
sono rimasti soli, probi della meditazione,
accusati dal medesimo mentire
vuotato nell’anima dalle probabilità costanti,
pervasi dalla menomazione degli spazi
che uniti vogliono restare nell’inesteso
tra la soglia di un reale che non rientra in sé,
nella prospettica visuale di un congiunto dolore
il quale detona la reciprocità degli esseri
prim’avanti di detonare l’allarme della detonazione
in una sintonizzata veglia, con rilancio atomico,
di trecento tele circa massacrate dall’harakiri
delle costituite, già spergiurate, radiazioni.
E gira l’ora, gira, nel suo integrato insieme,
processata nel giro chiave ad incipit di rapida comprensione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Perfino i cieli tremano

Vorremmo affermare forse l’inascoltato, indi porgerlo presso l’inaudito e revocarne, infine, la sua giustizia sempre più pretesa dai clamori dei…

Il tacere, a nome dei tanti

Il tacere, a nome dei tanti. Poiché non destammo le mattutine stelle dalla matrice dell’alba, quale sogno credibile al sogno,…

In diramazioni coercitive di spiacevoli masse

Non una realtà inconsapevole né multiformi dimensioni distratte ebbero piacere nell’abitarvi, uomini. E se ad offuscarsi come smorte candele furono…

Tu spargi fiori abbrividendo mondi

E nei tuoi occhi ci scavalca così - premurosa, meglio forse non pensarla - l’idea dei nostri anni, che lungo…