Nel fracasso enorme del consolidarsi delle ore

Accade l’uomo. Spento
e ignaro, perdersi nel vuoto
per lui non è una cosa nuova,
una frapposizione alla realtà
che lo tiene vivo nel fracasso
enorme del consolidarsi delle ore,
a sua insaputa, del brutto e del
suo macabro appetito,
oggetto che nemmeno lo scherno
dei diseredati potrebbe
denudarlo dall’indegna amnesia
dello scandalo perpetrato.

Egli è la motivazione dell’orrido,
la dispersione dell’iniquità
nei ghetti dell’obbrobrio,
quando il cuore stringe a sera
e fissando quello sguardo ingenuo
di chi gli sfiora l’animo
tenta l’ennesimo approdo
verso la devastazione di una vita,
calunniando col solo pensiero
la gentilezza dell’esistenza farsi umana,
nell’istante in cui la carne si fa gioco
e la fame ha ancor più fame.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano donde con esatta scienza posso addurre che da lì, ad abiurate nazioni che impongono popolo ai…

Ecco compiersi in divenire il verbo

Affinché vi sia noto. Poiché in quanto alla misura non è più il valore dell’azione né il bisogno che nutre…

Nell’urna spalancata dai cieli dei miei fenomeni

Vivo sepolto nel sorriso degli angeli e, a convissuto etere, la mia provvisorietà si eleva in te, regno che tutto…

Al silenzio coniugato

Fervo. Di quest’ora immota è l’infinità che brilla sul pentagramma dell’uomo al silenzio coniugato.