Nel cluster dell’io sono

Reminiscenze. L’atemporale che lascia libero il suo seno per allattare ogni moto del pensiero in essere, con le informazioni non solo nocive che arrecano l’ossigeno del male o del sentimento al cervello, organo dai tasti sensibili e dalla coda che sfida quasi sempre l’integrità dell’armonia. E questo fare altrui nel proprio dire o questo dire altrui nel proprio fare, che sfocia nel mancato riconoscimento della persona la quale senz’alcuna evenienza dovrebbe concatenarsi alla genealogia umana, arreca, ciononostante, con la fibra intellettiva della consapevolezza, delle diversità di compartecipazione a luogo nei densi comparti nebbiosi dell’esistenza ove, per altere volontà non ben definibili, crashano nel cluster dell’io sono.

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