Nacque quando disparve ai nostri occhi

Incredibilmente giovane
un sole moriva alle sue spalle,
docile.
Possedevamo l’amore
nelle sue interferenze tutte,
nelle nostre terminali proprietà.
Trascesi nell’intimità dell’essere,
con le membra rinnovate dell’anima
ci ricongiungevamo nell’altrove,
ai confini diafani dell’estasi.
Oh piaceri nullificati al silenzio,
approssimazioni di visuali nuove
bissate dalle loro innominate frazioni,
ecco le anomalie del tempo
condensarsi nella potenza estesa
al battito vocale del prossimo,
e già incarnato in noi,
nella massiva unità esponenziale
per un noi sempre in noi più gravido,
presente.
Nacque quando disparve ai nostri occhi.
Compiutamente giovane
un sole moriva alle sue stesse spalle,
con la nostra involuta tenerezza,
trasfigurato e docile,
nei cieli definitivi del nuovo.

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