Mia poverissima parola, mia altissima cicala

Soffro di una stanchezza felice,
tanto illuminata che, ahimè,
povera cicala.
Il suo canto nato intirizzito
s’è appena sciolto nel di là
e lo stellato adesso è intero,
attorno a me, che mi duole,
e l’amore che mi duole,
tanto illuminato,
è per averla cantata.
Mia poverissima parola,
mia altissima cicala.

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