Mi tenni con luoghi di stanchezze sveglio

Mi tenni con luoghi di stanchezze sveglio,
ingoiando la crudeltà dell’uomo: noia sepolta
nelle attitudini del petto, quale mutevole
forma d’aria manifestò l’alto suo sepolcro?
E una fame disattesa svergognò
il commiato del raccolto, d’una terra miserabile,
nella mia nuova metamorfosi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Quei nostri baci che le potenze tutte acclamano

No. Non saranno intarsiate fandonie a logorare la bellezza che come acqua viva dal tuo petto sgorga. Non avrà diritto…

Oltre non chiedere a chi l’elusione violenta conduce

Oltre non chiedere a chi l’elusione violenta conduce. In balìa della stagione, il vento suo, è la tempesta in fasce…

L’infanzia, talvolta

L’infanzia, talvolta, prevede un solo istante: essere.

Eccezione

Povero quell’uomo che possiede la violenza negli occhi e che la subisce. Io vi dico che ha già ricevuto la…