Mi bracchi col profumo dei tuoi baci

Mi bracchi
col profumo dei tuoi baci
e la mia anima si volta su se stessa
lasciandosi predare docilmente.
Ecco. Tu non mi scampi dal creato,
e quest’acerba primavera
che timida si accosta nei miei occhi
mi rende libero il respiro
nel tentennio di un’insonne natura
placata nella quiete delle mie labbra rinnovate.
Oh amore mai disperato,
gioco ingenuo che della infanzia
tutto in tutto hai vinto e rigenerato,
nulla vuoi possedere
e niente può limitare i tuoi afflati
mossi nel mare nudo dei tuoi silenzi visibili
e dileguanti l’opposizione dell’essere
che ne appura la sostanza così intima,
disincantata.
Io riconosco la mia smagrita quotidianità
nel sorriso innamorato di un dimenticato presente
collimato all’attimo che si disfa del proprio peso
levigando i ripidi ruscelli degli albori già sospinti,
vinti, quando l’oggi non ha più nessun volto
e quando esso, in esso, non corrisponde ad alcun nome,
poiché alla meta del nostro infrangibile equinozio
non v’è altro che un cuore, lama tra due fasci di luce,
incastonato nella sua atlantica condizione eterea e regale.

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