Luce sguainata dal sole

Il colore dei sogni è bugiardo
quanto le menzogne costanti che
allietano i volti di talune immaginazioni
trasfuse nella mente dei folli
per opera dei moderni pittogrammi.
E a te penso figlia mia, luce sguainata dal sole,
indaffarata nel più maturo dei giochi,
con lo sguardo volto alla pazienza di una terra
che deluderà molte delle tue premure,
quelle attenzioni che nemmeno una madre
parrebbe più dare per l’assurdo e l’assoluto.
Non fiori né sapori sapranno vegliare
quel tuo sottile piacere, ingenuo, gentile,
da non tradire mai e già stordito,
tu che ai miei occhi incarni
la più delicata, incompresa e stupefatta
fra tutte le generazioni.
Ottobre.
Miseria e dolore per chi ha compreso
che perfino gli alberi sono provati da tanta
delusione, che le foglie preferiranno
putrefarsi nei meandri marini
piuttosto che farsi calpestare dagli uomini.
Eppure nutro tra i miei denti la speranza,
questa vittima infallibile del ventunesimo secolo,
di sapere i tuoi sogni colorati dalla verità,
oggi che sono io la realtà che tradisce i morti.

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