L’ubiquità della posseduta idea

Il vento scuote non solo il debole
né dona la sua spietata grazia
sulle trapassate, oblique ingenuità,
quando a dirigere tutte le forme
è l’ubiquità della posseduta idea
che di reale appassiona l’istante,
fanciullo di un intimo ritorno,
schiudendo d’infinito la sua innocenza
tra gli agognati cardini
contenuti da una meridiana fuori tempo
germogliante il preludio innaturale
che luce rende al nuovo giorno.

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