L’insorgere della coscienza

Percepire l’umanità, quando più matura si dimostra, come rigoroso confine futile, lascia partecipe ogni atto dell’essere in tale scopo delimitato fino all’insorgere della coscienza. Essa, col suo nuovo archetipo, benché l’opposta veglia di una molteplice massa d’identità contempli il relativo quoziente speculativo di una mente inferiore alla genetica placenta che l’ha sostenuta prima del grande travaglio a vita, a sotterraneo globo, prolifera nel sé dominando il tutto che muta e si rivela.

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