L’infinito pascere dell’alchemica sostanza

Dall’inconoscibile ho appreso
della luce il fascio, della tenebra
il vuoto, l’infinito pascere
dell’alchemica sostanza che si palesa
nell’uomo e che non lo circonda.

Così sono salito sulle mie stesse
spalle per ammirare del tuono
la rivelazione quando l’ora
è aspra e delicata per tendere
astrattezze astruse al mondo.

E laghi, e fiumi, e mari.

Quanto sapere occorre ancora,
e sempre, dell’anima gli occhi.

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