L’incarnazione della domenica aleggia su di noi

Ci limitiamo, troppo spesso,
a non alimentare il frutto della serenità,
delle dolci gioie dai rami forti.
Così ci rattristiamo nelle trame degli altrui abbagli,
contraendoci per ogni realtà sbiadita
e dismessa dalla ritrosia dei nostri giorni.
Una carie che si autoalimenta, purtroppo,
fin dentro le nostre tempie, nelle nostre ossa,
lasciandoci troppo spesso in balia del prossimo,
rendendoci ludibrio di chi trama il male,
non solo a nostro danno, tutt’altro.
Potrà la rugiada effondersi sulla nostra stirpe,
su quella umanità che contraddistingue l’essere
rendendo ad ogni creatura la facoltà di divenire,
di manifestarsi in tutto ciò che è,
proprio quest’oggi che affolla i nostri cuori,
organi trasmutati nell’evasione di tutto il tempo
nel quale l’incarnazione della domenica
felicemente aleggia su ognuno di noi?

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