L’embrione del caso e della necessità

Irrisolto,
il dialogo amorfo
tra pensieri assenti
giustifica il fine dell’attesa,
la svolta principiante
di ogni ritrosia verbale
che delimita il disinganno
della sfera mnemonica
orbitante partenza,
il cui teoretico linguaggio
affina l’irreale fusione
dell’attuale con l’inquieto.

Così, per ogni trincea
del singolo scopo,
l’embrione del caso
e della necessità
sperde la genealogia della specie
a favore dell’impeto soddisfacente
regolante i flussi dell’artefatto piacere
i quali rivelano,
tra la meraviglia e l’inatteso,
il primordiale bisogno
di riempire il vertice delle fallaci certezze
con le solide basi della umana miseria.

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