Le armi spirituali





Rendo grazie a Dio, perché ci ama fino a farci una santa violenza, qui, in terra, con quel sentimento che soltanto in lui può dimorare e che ha posseduto il suo Figlio unigenito, il Cristo, quando ha deciso di salvare il mondo, e assumendo su di sé il peccato del mondo stesso per redimere l’umanità intera.

Egli, mettendoci in grado di partecipare con giustizia alla eredità sua, ci ha così destinati a quel premio promesso ai suoi eletti, i santi in Cristo, spalancando a noi la via che vogliamo ci appartenga. quella della resurrezione, operata da Dio Padre nel Figlio suo, il quale ci ama di un incorruttibile amore tale da donarci il suo Spirito, il quale ci difende, ci guarisce e ci consola.

E come rendere grazie a Dio, quindi, se non imitando la sua opera di salvezza, ognuno secondo i doni ricevuti, i carismi, cercando e chiedendo anzitutto le primizie che provengono dal suo Santo Spirito, e per tutto questo voler fare di noi una santa violenza ai cieli?

Quale beatitudine sarebbe, riuscire in tutto questo.

Eppure non dobbiamo dimenticare che noi siamo il prodigio di Dio. Il segno, inoltre, il tangibile segno per questa generazione, perché scelti da Dio ad essere in Dio, eletti per grazia e santi per amore.

Voglia Dio custodirci nella sua via, se seguiremo i suoi decreti. Desideriamo, a piena ragione, esclamare, dunque, facendoci oranti con l’orante, nel salmo. “rendi saldi i miei passi secondo la tua parola e su di me non prevalga il male.”

I nostri passi appartengono a Dio. Essi portano il lieto annuncio, sono messaggeri in grande schiera. E il male, il male è tutto ciò che è contrario alla legge di Dio, ai suoi comandamenti. Il male è quella radice da estirpare perché non produce buoni frutti, tantomeno permette di farli germogliare. In definitiva, il male è ciò che è contrario all’amore.

Questa è, indubitabilmente, la ragione per la quale oggi vi scrivo.

Noi siamo di Cristo. Gli apparteniamo, in quanto frutto beato della sua operante redenzione. Egli solo è la nostra pace. In lui abbiamo la salvezza e chi ha visto il Figlio ha visto il Padre. Ciò vuol dire che Cristo è mediatore, propiziatorio, riflessa immagine del Dio invisibile.

Noi siamo di Cristo, creati a immagine e somiglianza del Padre perché avessimo dignità di figli, e affinché con tutto il nostro essere dessimo lode, onore e gloria a Dio.

Ed è questo, dunque, uno dei mandati più grandi che abbiamo ricevuto.

Infatti, noi non dobbiamo contrastare né carne né sangue, poiché Cristo, pur essendo Dio in Dio, ci ha redenti offrendo se stesso come strumento di espiazione, mediante il suo corpo e il suo sangue.

Egli, che è il mediatore, divenuto perfetto e superando ogni creatura celeste, dopo essere asceso al cielo per assidersi alla destra di Dio Padre, è divenuto il sommo pontefice, sacerdote per sempre, colui che rappacifica con il suo solo respiro i cieli e la terra.

La pace. Dunque, essendo di Cristo, noi dobbiamo vivere in pace.

Non lasciatevi, però, trarre in inganno da chi in pace non vuole che siamo, ovverosia da chi non è della pace.

Dio è pace. Eppure, Cristo stesso afferma. “non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra. sono venuto a portare non pace, ma spada.” E cosa significa tutto questo suo dire, se non che la pace ha luogo combattendo il male?

Noi pensiamo al nostro corpo e al nostro sangue come a dei limiti attivi, i quali inibiscono totalmente la nostra trasmutazione a creature in Cristo. Non lasciamoci vincere dalle opere seduttorie imputabili alla sofisticazione della carne ma, piuttosto, immersi nella orazione, nella meditazione, nella contemplazione del Dio uno e trino, desideriamo di scioglierci in corpo e sangue nel corpo e nel sangue di Cristo.

Anelare, quindi, avere quella volontà di essere nell’Essere. È questa intenzione pura, santa, oblativa, che ci rende sacerdoti come Cristo, in quell’istante. Ed è per quell’istante che noi siamo stati resi degni di partecipare in Dio con Dio. dunque, fratelli in Cristo.

Quale spada, allora?

Certamente ci attende un battesimo. lo stesso battesimo che attese Cristo, e che in lui gloriosamente si compì.

È chiaro che se noi siamo di Dio, e Dio è pace, noi siamo la pace. Tuttavia, dobbiamo sforzarci di evitare di conformarci a questo secolo e, soprattutto, pur essendo nel mondo, dobbiamo sforzarci di non essere del mondo.

Ma cosa vuol dire tutto questo?

Noi combattiamo il male anche quando non ne siamo consapevoli. Abitanti del mondo, non dobbiamo dimenticare chi è il principe di questo mondo. il diavolo, che è Satana. Con lui si muove tutto il suo esercito, sempre attivo nel farci la guerra. Potenze dell’aria, legioni di terre, spiriti e angeli decaduti dalle altezze celesti per mezzo delle milizie angeliche di Dio.

Ecco. Noi dobbiamo utilizzare le armi che Dio ci ha messo a disposizione per combattere il male.

E allora quali sono queste cosiddette armi?

Senza dubbio esse sono la fede, la preghiera, e il sacrificio.

La preghiera, quando diviene dialogo con Dio, intimo ascolto, si fa parola, fa tremare gli abissi e fa fuggire i demoni.

Il sacrificio è fondamentale, soprattutto se accompagnato dalla preghiera, per scacciare il Maligno e le sue legioni. Pensiamo a Cristo. anche Egli si fece per noi sacrificio gradito a Dio.

La fede è la chiave maestra della porta celeste, la pietra che diviene testata d’angolo, dunque la colonna, il fondamento che ognuno di noi ha inciso, a caratteri divini, nel proprio cuore, per grazia di Dio.

È per grazia, non per merito, in verità, che noi siamo fedeli a Dio. Infatti, solo Dio è Fedele.

Quale dono più grande. nemmeno con le più ispirate acuzie dell’intelletto è possibile contenerlo.

Per quanto concerne il combattimento con il male e sul come affrontarlo per vincerlo, ci soccorrano le parole dell’apostolo Paolo, a riguardo, parole custodite in una lettera scritta da lui stesso, quando si trovava nelle carceri di Roma, imprigionato per il Vangelo di Cristo e, dunque, ambasciatore in catene di Dio.

“Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque. attorno ai fianchi, la verità. indosso, la corazza della giustizia. i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno. prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi.”

Vi saluto, come conviene ai figli di Dio, nel santo bacio del Padre, esortandovi a non deporre mai le armi spirituali appena menzionate, perché siamo nel mondo, ed il mondo è dominato dai suoi oppressori e governato dal Maligno. Questo fino al giorno di Cristo, ovverosia quando i tempi trasmigreranno d’eternità, per le addimoranti trascendenze escatologiche.

Vi lascio la pace, la stessa pace che ci ha lasciato Cristo, nell’attesa di quel battesimo che mi unisca, con voi, a Dio, adorandolo in spirito e verità. Difatti, Egli, è Spirito e Verità. Non dimentichiamoci che le armi spirituali per combattere il male, e che Dio ci mette a disposizione, sono esclusivamente in Dio. E, quindi, nel suo Santissimo Nome.

Sia benedetto Dio che ci vuol far partecipi della sua gloria in Cristo.

Sia benedetto il Figlio, che ci ha redenti con il suo beato corpo ed il suo preziosissimo sangue.

Sia benedetto lo Spirito Santo che ci rinnova e ci dà vita.

E sia benedetto Dio, nei suoi angeli e nei suoi santi.

La grazia e la misericordia di Dio ci rendano forti nella fede, perseveranti nella preghiera, operosi nel sacrificio.

Il coraggio della testimonianza al Vangelo di Dio sia nostro compagno, perché abbiamo ereditato una missione e, senza nulla vantarci, di questo dobbiamo trarne vanto. della Verità.

Vi scrivo con tutta franchezza. nei momenti difficili, quando la lotta e il combattimento contro le forze del male sembrano quasi sopraffarci, non perdiamoci d’animo. Mai. Siamo per guadagnarci la Vita. Ed essa non è di questo mondo. In quei momenti ricordiamoci delle parole di Cristo, l’Amato. “Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio. io ho vinto il mondo!”.

Amen.


(29/10/2026)