, lasciando spazio dell’inalberato vuoto alla presenza

, lasciando dell’inalberato vuoto spazio alla presenza. A proiettato passaggio così come dai quattro punti soffierà il di qui e il di là io effonderò nel di qui e nel di là con mite voce la mia frapposta coesistenza su sponde di vorticosi folgori. E non sai, non sai nemmeno tu quanto questo calice che avanza fibrilli nel mio petto come un’onda perfetta, smossa soltanto dalla violenza devastante dell’amore, lo stesso che hai amato, e lo stesso che adoperasti con quell’affilata lingua nel fuoco, gioco che si sfa tra anima e carne in sembianza di uomo e, per annullare l’infamia che principia nel mondo, di bestia.
, lasciando spazio dell’inalberato vuoto alla presenza.

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