L’anima contrae il suo celeste memoriale

Quante volte l’altro fuori da me
che da sempre m’attende,
universalità d’un comparabile io,
sembra sia quasi per espandersi
nella mia prima materia
finché i nomi mai uditi sono tutti
e niente di niente m’appartiene.
Così l’anima, vecchia nata al mondo,
con un reflusso temporale
contrae il suo celeste memoriale
per attingere, dell’antenata mia pace,
la sua netta specie.

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