L’alterna visione

Una sera, stanco di offrire voce
al mio severo canto, lasciai linguaggi di parole
tra parole di linguaggi, e il cosmo dentro vi fibrillava,
pari a un fuoco senza fiamme tra fiamme senza fuoco.
Così mi recai lentamente verso la riviera delle anche
quando scorsi, sul volto tumefatto della strada,
dei vasi colmi di preghiere,
lacrime dense di prostituzione.
Quale meraviglia sbocciò nei miei occhi
quando fui reso cosciente dell’alterna visione
frapposta alle tracce parallele di beatitudine, d’infamie.
La notte fu la platea in movimento,
l’ordigno vociferato nella sua laguna di sangue.
Così tornai al mio severo istante.
Il cosmo vi fibrillava dentro,
piangendo fuoco di preghiere, e parlando lacrime di fiamme.

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