L’abbandono

È l’abbandono,
quella condizione d’oltremare, servile, umile,
quasi poco umana, che lascia l’armonia del caos
a legiferarti dentro, dapprima lievemente,
in substrati di accadimenti diafani a profusione
nell’ectodimensione di sciami eterei
per la diversificazione metabolica dell’essere,
trittico del moto arcano che riavvolge l’unità.

È così che la creatura, nel travaglio suo immersa,
travalicando l’aspetto razionale dell’anima,
compete con l’imprevista simbiosi filiale
assorbita dalla monade nel suo completo fenomeno.

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