La vita, questa estensione melodrammatica dell’io

La vita, questa estensione melodrammatica dell’io che agguanta un altro tutto nella disfunzione corale di una specie che poco a poco sperde se stessa, quasi per l’estinzione dei valori umani, non tende mai l’arco verso la somma delle sue rivelazioni mentre qualcheduno, chiamato ancora creatura e destinato ad imbalsamare lutti su lutti e rovine su rovine, col sonno tra le dita sopprime la greve sera nella siccità dei sentimenti e con la sua devastazione storica, epocale, per i dettagli sommossi dell’ermeneutica di un istante, sfiancando l’atto perverso dell’accusa e della condanna, principe del suo inalterabile sé, nel paradigma della unione dei più fertili elementi e attraverso tale intima esaltazione, a liquefatta essenza e ad ibrida sostanza, perviene a un ingenerato essere.

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