La stagione che più lascia brillare nei miei occhi l’alba

Tu mi sei Padre,
la stagione che più lascia brillare
nei miei occhi l’alba, eppure ti sono
distante, come mai più profondo è il mare.
E questa è una condizione prossima,
quasi naufraga, che mi fa perdurare
nel fecondo cammino cui m’hai destinato,
anche se talvolta il dolore è tale
che solo la tua salvifica seduzione
può contrastare l’umana devastazione
dell’essere tuo e dunque fuori
da tutto ciò che tace ipocritamente
e che al mondo, a questo mondo, piace.
Tuttavia so di essere padre anch’io,
forse proprio di quella speranza
che ci rende il cuore unito
e al tempo noi, gioiosi nella gioia
di chi fa del bene al bene e
sofferenti nella sofferenza
di chi al bene rende ancora male.
Un poco ancora hai detto.
Ed io in quel poco che mi spetta
troverò la fonte viva del fuoco
antico, della spada, e dove il braccio tuo
canta senza fine con la bocca di mia Madre.

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