La reproba lacrima che appannò un mondo di vetro

Cambiavano i riflessi
nei colori disturbati dai fiumi di tulipani
e non la vita con i suoi fianchi corrotti,
poco più su dalle smorte acque
che ottenebrano i profumi, gli umori.

I calcinacci delle nuove memorie
cadevano come d’estate il sole,
un pallido viso senza più nulla da contenere,
e l’uomo attinse dalla sua fiamma primeva
la reproba lacrima che appannò un mondo di vetro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Nella esecuzione sprovveduta del censurato non essere

Troppa modernità. L’allegria non è più un vezzo degli uomini sempre più sorpresi dalle pochezze dei loro simili, i se…

In concentrati di gradualità eteree

Dei sistemi agglomerati e massimi lo sfinimento. Non basterà più l’aggiunta di valori affini all’estremismo quantico nelle dinamiche dei moti…

In fraudolente pause d’insonnia

In fraudolente pause d’insonnia la vita e la morte proseguono i loro disanimati comizi entrambe imputate ad indagare su chi,…

Particellari spazi e moti dagli eventi inauditi

Particellari spazi e moti dagli eventi inauditi, le ombre dal precipizio immoto completano il rigurgito del mattino. Stelle, astri senza…