La parola

Hai vissuto in me
l’addizione dei miei giorni
avviluppati nel progressivo
andare e nel terrestre.
Compiaciuta dell’età
cui sono stato sottomesso,
quasi scomposto,
per lasciar posto al vivere,
hai regolato le mie veglie,
tutte le mie fasi biologiche,
tanto da lasciarmi indifferente
dinanzi al sacrificio dei reni,
del cuore,
di cui solo tu ne hai compiuto
gradimento e rigenerazione.
L’acqua, che sin da principio
ha conosciuto totalmente
i miei dislivelli umani,
si è manifestata in me, poi,
come fonte integra
della tua possente presenza.
Gli elementi tutti,
fusi nelle orbite dei miei
iniziali smarrimenti,
hanno impresso in me
il sigillo dei tuoi silenzi.
Io sono ciò che tu hai voluto,
e in ciò che tu vuoi io abito.

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