La notte mi vibra come uno strazio al fiore

La notte mi vibra come uno strazio al fiore,
antologia dei bei silenzi,
delle trafitture nelle pause,
e adagio,
per le chiarità mai celate
di un insonne desiderio,
raggiungo la lontananza dei tuoi distacchi
e dei tuoi ritorni.

Beltà, non è forse questo il tuo luogo,
il mio castigato sospiro
nell’istante di un’attesa sgualcita,
dismessa e distratta
come un lenzuolo
dai miei pensieri cantato
per l’abbondanza di un piacere
sempre più nuovo?

Ed è in questo che io ti riconosco,
cuore che mai si ribella
e che non oppone resistenza,
frutto dalle innocenti palpebre.
Ed è così che in me ti manifesti,
prima ed ultima nel mio divenire tempo,
quando l’arreso presente s’abbevera
del tuo definitivo bacio.

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