La fugacità celeste si rivela nei nostri pensieri

La fugacità celeste si rivela nei nostri pensieri coi raggi della vista. Velocità di una materia giammai assopita, sul debole teatro di un’atrofica realtà fin troppo scomoda punta il suo limite, ambiente dimorante in spazi di sconosciuti frastuoni, vuoti defraudati dello sbieco colore amorfo. Eppure il colore, quest’alternanza di passaggi e paesaggi da gustare prima di procedere alla completa sofferenza di un’antologica meta dal moto mutevole, soppianta ogni speranza di anteporre il giogo dei lampi e delle nuvolaglie in cuore altero ad ogni commedia.

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