Io ti celebro e, cantandoti, nei tuoi sentimenti piango

Di quale donna hai smarrito la via,
di quante madri e quanti padri hai dimenticato la voce,
di come lacrime fiottano nel ricordo dei tuoi figli
e per l’amarissima disonestà del paese che non ti è più
io ti celebro e, cantandoti, nei tuoi sentimenti piango
sulle premurose vette dei tuoi sogni,
sui celesti precipizi dei tuoi anni,
giacché miei sono i meravigliosi frutti dei tuoi futuri fiori
tra le doglie che, lente, già ti stanno abbandonando,
come mio è il tuo nome, amore di questo supremo esistere,
che per ora non m’è dato dono di conoscere.

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