In te sussiste la realtà dei mondi prossimi e fendenti

In te sussiste la realtà dei mondi prossimi e fendenti. Si apre la volta dei nostri occhi, talvolta, nell’intelaiatura dei cieli vasti e lievi, come di una colomba il volo al crocevia dei distanti, umani pensieri. O labbra che, indelebili, posate sullo sgabello della vostra stessa vittoria, voce così taciuta ad orecchio vano da rendergli taciturno perfino il frastuono insistente di quel quotidiano sorpasso alle tenebre dell’amore universale: io ti sono dentro, io sono il tuo accanto e il tuo dintorno. La mia volontà è vittima designata dal bello e dal puro della volontà tua. E quando i cieli si dipingono delle tue illibate traiettorie, trasformando le mestizie dell’esistenza in delicati boccioli dalle pupille aurorali, è allora che perdo volto e sonno, nome e fame dacché, Madre, è la nostra comunione che mi estasia.

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