In struttura ormai svelata e stesa

Eppure sfuggi a quest’anima in struttura ormai svelata e stesa, inappagata. Non dovrei temere della vampa, che sul mio corpo trama febbrili sogni e forme d’ansia, il boccio che mi circonderà d’aprile, quella fulgida morte che d’amore ci riempirà gli occhi di tempesta e quiete, la nostra suprema stanza?
Eppure sfuggi, tu che del mio tremore sei bandiera ed ammiraglia, la sospensione temporale, la fanfara della consapevolezza.


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