In questo petto che alloro spiovve tra parole da disarmo

Nulla e perché si confusero tra le mie labbra
quando lingue di fuoco spalancarono l’anima mia
in vocalità insonorizzate per l’amplesso dell’intelletto,
o coscienza che inerme soggiacesti nuda
nel controesodo delle sprecate opere, nei sproloquiati gesti.

E gli assalti della conoscenza si risolsero nel mio vien vieni
quando a sera i lumi s’inceneriscono di vita, di miele,
nel perdurare delle incolte tenebre, queste ataviche sorelle
dalla infanzia replicata in funamboliche complessità
tra lo scroscio ineluttabile di una discrepanza eterea.

Oh attesa, viaggio dell’armonico e del duraturo,
quanto cara fu la concatenante successione degli eventi,
delle speranze, dei caleidoscopici disinganni,
e quanto amore sopraggiunse come diamantino dardo
in questo petto che alloro spiovve tra parole da disarmo.

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