In quest’affare che chiameremo mondo

La fretta. Percossa
nel suo collettivo disavanzo
a quale ampia e aspra risalita
deve l’irrisolutezza sua decisa,
l’ormai tracciato stanco,
se, per contro, l’affanno suo deciso
limita un estenuante conciliabolo
in cui non solo bestie travagliano
ma pure gli uomini più dotti che,
incespicando nella collettività,
da soli, col rimpianto volto al futuro,
si dirigono al macello?

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