In questa immacolata, infinita fine

Entrambi noi e, a due a due così, la massa tutta, l’avvampata,
globalità dell’essere rianimato e al solidale abbacinato,
soggiacciamo alla stessa legge al nosocomio della scienza,
spazio freddo di uno stentato giorno che miete vento sporco
e applausi da stetoscopi nel tempo mosso dalla numerologia.

Così è la storia, qualche suo alimento, un appunto smunto
e per giusta misura la rovina, questa frodata sconosciuta
che mai avrebbe potuto immaginarla questa perfezione,
illusione spoglia che beve sangue fuori dal coro dei controlli,
nuova senza ora né giorno in questa immacolata, infinita fine.

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