In fugaci, frettolose doglie

Internazionalizzazione presunta,
declassante in grazia e
in virtù dei tuoi accadimenti,
volgi a debole fame
il rigurgito di quale vittoria
quando, nel prematuro suo
rantolo, s’esaudisce miseria
che tutto sverna e decompone
in sì vuoto giorno –
a chi mai parrà vano, eppure? –
tanto l’impaurito tuo essente
va organizzando la dipendenza
in fugaci, frettolose doglie.

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