In flussi di concentrate intensità

Mi costringe. Eh, quale difficoltà!
Stupore, estrazione simbolica
di questa leggerezza che m’identifica,
mi rinnova,
questo è ciò che mi compenetra
e che debbo allontanare,
finzione sperequata
nelle connessioni mai casuali
di un tessuto armonico, elevato,
dimorante in porzioni delicate di memoria.
Oh. Le tue mancate parole?
Noi, null’altro.
Il frutto di un’emotiva trasmissione
che liquefa l’incustodita coesione dei sensi
nell’amplificata dinamica del respiro,
fibra consustanziale che la luce spalanca
nella permeabilità del pensiero,
fino alla capacità espressiva
di un interiore sisma del cielo,
nel balbettio dei tempi,
per l’apologia essenziale dell’estasi.
M’avvinci, ormai.
E in quale turbamento potrò eccellere
pur di tacere,
ammonimento che la sua fine accoglie
prim’ancora di esser carne,
e di dimostrarlo, non solo all’essere,
per sopravviverci al connubio dell’amore
in flussi di concentrate intensità?

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