Illividito spazio

Illividito spazio.
È questa forse la noia,
quanto di più lontano e sterile
sempre più s’addice all’uomo,
infanzia dispiaciuta, snocciolata,
venduta per qualche losco affare
al miglior inganno delle tenebre.
E questo improvviso, squalificato
e offeso sorriso che appanna dei tanti
un emisfero di speranza, il volto,
un’incapienza di gioia, del troppo,
lascia mancare alle creature
dapprincipio il respiro,
per l’adagio languido e funesto
dell’andirivieni di ciò che soavemente
osiamo definire semplicemente morte.
È questa forse la noia?

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