Il tempo sbandiererà dai nostri occhi

L’ora i colli desta
con quell’esistere dall’inquieto candore,
assoluta fragranza delle tenebre,
e la sterpaglia è arsa tutta ormai, greve,
con l’aridità volta all’indietro
nella pienezza non più prossima,
così lontana.
E intanto noi, a distesi cuori nell’aria,
non comporremo stelle a favore della meraviglia,
né l’alba nascente prevaricherà i monti,
poiché la slavina sospesa, che dall’infanzia
delle parole avanza, lascerà trionfare
il desiderio del nulla per tanti.
Oggi, come i primogeniti dei morti,
legheremo il cielo sulle nostre labbra
e il tempo sbandiererà dai nostri occhi
per la più complessa detonazione dell’attimo.

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