Il tempo, la notte

Dicembre.

Il tempo, la notte.

Un errore tra i tanti
urla tutto il suo sgomento
agli antenati del cosmo.

E non è paura, terrore,
la considerazione funesta
che brucia il circuito dell’istante.

È il verdetto, un triste assolo
che da un cembalo telecomandato
rulla dell’incoerenza l’affanno.

Il tempo, la notte.

Dicembre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Precedenti articoli

Tra i banchetti ultimi della terra

Sfigurato dal contesto umano donde con esatta scienza posso addurre che da lì, ad abiurate nazioni che impongono popolo ai…

Ecco compiersi in divenire il verbo

Affinché vi sia noto. Poiché in quanto alla misura non è più il valore dell’azione né il bisogno che nutre…

Nell’urna spalancata dai cieli dei miei fenomeni

Vivo sepolto nel sorriso degli angeli e, a convissuto etere, la mia provvisorietà si eleva in te, regno che tutto…

Al silenzio coniugato

Fervo. Di quest’ora immota è l’infinità che brilla sul pentagramma dell’uomo al silenzio coniugato.